Jodo

La via dell’uso del bastone ha origine da un Maestro di spada vissuto nel 1600: Gonnosuke. Si narra che dopo 37 giorni di meditazione, Gonnosuke ebbe in sogno la rivelazione che con un bastone lungo 128 cm. avrebbe potuto battere qualunque spadaccino; in seguito Gonnosuke perfezionò le tecniche rivelategli in sogno, creando il Jo-jutsu.

Il Jo-jutsu cambiò in Jodo nel 1940, a seguito della grande rivoluzione culturale di quegl’anni; questo permise alle grandi scuole di uniformare e forgiare un vero e proprio metodo di trasmissione di questa Disciplina.

Le tecniche di Jodo uniscono infatti il taglio del Tachi (spada), i movimenti circolari della Naginata (lancia curva), i movimenti di punta dello Yari (lancia dritta), sviluppando metodi unici di attacco e difesa con il Jo.

Oggi le tcniche di base del Jodo si applicano fra due persone: una con il Bokuto (spada di legno) che simula i temutissimi fendenti con la Katana, mentre l’altro difende con il Jo.

Le tecniche del Jodo della Federazione mondiale giapponese, sono state sintetizzate in 12 tecniche fondamentali (Kihon) e in 12 modelli di combattimento standard (Kata) seguito da oltre 50 Kata della scuola antica.
Molte delle posizioni e delle tecniche ricordano quelle usate per la spada, ma queste hanno il vantaggio della maggiore lunghezza del Jo.

Il Jo viene usato per parare qualsiasi tipo di attacco da parte di una o più persone e risulta di una straordinaria efficacia.
Un altro fondamentale vantaggio del Jo sta nel fatto che entrambe le estremità possono essere usate sia per bloccare che per colpire.

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