Kyusho Jitsu

immagiane11Il Kyusho Kyusho si traduce letteralmente come “Primo Secondo”, che significa che già nel primo secondo del conflitto, il controllo è nelle mani del praticante. Per ottenere questo obiettivo nel Kyusho si studiano i punti deboli del corpo umano e come agire su di essi al fine di neutralizzare un aggressore oppure rianimare e ripristinare l’equilibrio energetico del partner. Il Kyusho quindi prevede due aspetti complementari: distruggere e guarire, rispettando così il dualismo Yin Yang alla base di tante teorie e religioni orientali. Nello studio dei punti si usa per comodità la nomenclatura dell’agopuntura cinese, ma gli effetti causati dal Kyusho nella pratica marziale non trovano correlazione nelle teorie alla base della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) che invece potrà essere collegata ad alcuni passaggi delle tecniche curative.

Il web Attualmente sulla rete è possibile vedere filmati inerenti applicazioni di Kyusho: sembrano incredibili e le reazioni più comuni sono scetticismo o magari un po’ di ilarità. E’ sufficiente provare una volta per capire quanto siano reali quelle immagini. Video, libri e DVD sono un ottimo supporto per chi ha intenzione di studiare questa disciplina ma, come tutte le arti marziali, non si può imparare per corrispondenza. Sono necessari sudore, pazienza, dedizione e soprattutto pratica…

La pratica del Kyusho è sostanzialmente composta da tre fattori: Rilassamento – Precisione – Obbiettivo

Rilassamento: la forza necessaria per colpire non deve superare quella di un bambino di sette anni. Nel Kyusho non si portano colpi potenti che distruggano il bersaglio colpito, ma si cerca di alterare l’equilibrio energetico di chi colpiamo con azioni che riescano a trasmettere l’energia adeguata al punto colpito, creando in esso un disequilibrio energetico che può avere vari effetti, da un dolore debilitante fino ad un KO vero e proprio. Per far fluire l’energia è necessario che il colpo sia rilassato.
Precisione: oltre che con la giusta energia i punti vanno colpiti con la giusta direzione e nel modo corretto, poiché i punti non reagiscono tutti allo stesso modo ed agli stessi stimoli. Unitamente alla localizzazione dei punti è necessario applicare il giusto metodo di attacco e direzione.
Obbiettivo: questo è il principio dello studio avanzato del Kyusho e consiste nel credere in quello che si sta facendo e nel sentire e visualizzare la sconfitta dell’avversario. Nella mentalità occidentale si fa fatica ad accettare il concetto di energia che fluisce e lo scetticismo su questi argomenti è molto diffuso, ma quando si supera questo ostacolo mentale è possibile ottenere nuovi livelli di abilità.

Rianimazione e recupero energetico Il punto di partenza nello studio del Kyusho si basa su un aspetto fondamentale: la rianimazione ed il recupero energetico. Nella pratica del Kyusho in palestra e soprattutto col crescere delle proprie abilità, si creeranno inevitabilmente delle situazioni in cui sarà necessario rinvenire e ripristinare l’equilibrio energetico dei propri compagni di pratica (e viceversa…) ed è per questo motivo che le prime cose che si imparano sono proprio le tecniche di rianimazione e recupero energetico. Tutte le tecniche curative del Kyusho sono applicabili nella quotidianità con effetti diversi, imparando ad eliminare un semplice singhiozzo, alleviare od eliminare un mal di testa fino ad arrivare a rianimare persone svenute, in preda a un arresto respiratorio, ecc… Nella nostra vita sarà molto più probabile aver bisogno di queste tecniche curative piuttosto che quelle di debilitazione.

Il Kyusho Jitsu è una disciplina marziale in fortissima espansione in molti paesi del mondo e diverse città d’Italia e da questo appuntamento la potrete praticare anche alla Shodan di Reggio Emilia in esclusiva. Il Kyusho Jitsu è un ottimo complemento per chi pratica altre marziali anche ad alti livelli e per questo motivo lo stage è aperto a tutti ed anche praticanti di altre discipline.

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